Quando il massacro non è sexy

La Nigeria di oggi assomiglia a una sorta di Ruanda di matrice religiosa. E’ in corso un massacro interetnico su base confessionale. Più di mille cristiani uccisi soltanto nel 2011. Un conflitto che sembra avere molte radici. Economica prima di tutto, con il sud cristiano ricco di idrocarburi e il nord islamico povero. Etnica, con lo scontro storico tra opposte tribù. Ma soprattutto islamica, con l’emergere in questi anni dei “talebani neri”, la setta Boko Haram, votata allo sterminio dei cristiani africani e all’imposizione della sharia.
10 MAR 12
Ultimo aggiornamento: 23:26 | 6 AGO 20
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La Nigeria di oggi assomiglia a una sorta di Ruanda di matrice religiosa. E’ in corso un massacro interetnico su base confessionale. Più di mille cristiani uccisi soltanto nel 2011. Un conflitto che sembra avere molte radici. Economica prima di tutto, con il sud cristiano ricco di idrocarburi e il nord islamico povero. Etnica, con lo scontro storico tra opposte tribù. Ma soprattutto islamica, con l’emergere in questi anni dei “talebani neri”, la setta Boko Haram, votata allo sterminio dei cristiani africani e all’imposizione della sharia. La Nigeria non è soltanto un altro sperduto stato africano. Ha 170 milioni di abitanti, è il cuore pulsante della produzione petrolifera mondiale ed è uno dei laboratori per la convivenza fra cristiani e musulmani: la popolazione è al 40 per cento cristiana, di cui il 20 per cento cattolica, l’altra metà è musulmana, e vi è pure una quota del 10 per cento di religioni tradizionali.

Ong parlano di 50 mila vittime delle violenze religiose dal 1999 a oggi. Cristiane lapidate, bambini cristiani convertiti all’islam, case e chiese bruciate. Questa falange islamista ha reso “cheap”, gratuito, il sangue cristiano. I cristiani pentecostali hanno risposto alla violenza con altrettanta brutalità, uccidendo musulmani innocenti. E’ la solita storia africana del sangue che chiama altro sangue. Ma le violenze sono il risultato prima di tutto dell’avanzata del gruppo di jihadisti Boko Haram, che si ispirano ai talebani afghani e il cui nome significa “L’educazione occidentale è peccato”. L’obiettivo dei miliziani è di rovesciare lo stato “corrotto” dall’occidente. Molti civili, cristiani e musulmani, vengono fermati, fatti scendere dalle auto e uccisi sul posto. Attaccano non solo gli “infedeli”, ma anche le moschee moderate e i simboli dell’amministrazione statale.

Le testimonianze sono agghiaccianti, si parla di fucilazioni sommarie, stupri etnici, civili inseguiti e uccisi, villaggi interi dati alle fiamme. I nomi simbolo delle stragi, come il villaggio di Kano, non generano scandalo al pari delle città martirizzate della Siria, come Homs. Il jihad africano non risveglia l’attenzione occidentale. Finché uno studente nigeriano non si imbarca in un volo ad Amsterdam per farlo saltare in aria.